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A Los Angeles Con Tanti Sogni Che Si Stanno Realizzando. Intervista Esclusiva Con Isabella Mastrodicasa. [L’Idea Magazine]

Intervista di Tiziano Thomas Dossena
Nata a Viterbo e cresciuta sui Monti Cimini, a 9 anni Isabella ha avuto la fortuna di fare un viaggio coast to coast di un mese negli USA con la sua famiglia. Quella che era iniziata come un’esperienza triste lontana dai nonni e dai suoi animali, si è presto tramutata in un’avventura magica tra i grattacieli di Manhattan, le cascate del Niagara, i Grand Canyon, le luci di Las Vegas, le colline di Hollywood e gli Universal Studios.
Da allora il sogno è sempre stato chiaro: dare voce a talenti nascosti ed emozionare gli spettatori del grande schermo attraverso quelle stesse storie che avevano commosso e segnato la sua sensibilità quando da piccola guardava col suo papà sul divano la sera i film di Sordi e Monicelli, Spielberg e Allen.
A 18 anni, tentando di trovare quello che i suoi genitori definivano “un lavoro serio”, Isabella ha abbandonato la sua vita di provincia per trasferirsi nell’eccitante e cosmopolita Milano, e conseguire una laurea in legge alla prestigiosa Università Bocconi, studiando legge anche all’Universita di Strasburgo e ad Harvard. Pur provando a seguire le orme della sorella maggiore, avvocato penalista Romano, il sogno americano tornava sempre a farsi sentire finché, sentendo di dover finalmente dare voce alla sua passione e al suo sesto senso, ha lasciato famiglia, fidanzato, e amici, ed è partita, dopo 17 anni, alla volta di Los Angeles con nient’altro che una valigia colorata e tanta voglia di mettersi in gioco.
Dopo aver concluso un programma in Business and Management of Entertainment alla UCLA, Isabella ha iniziato la sua carriera come assistente a Verve – Talent & Literary Agency per poi lavorare per The Kennedy Marshall Company dopo un incontro fortuito col produttore Frank Marshall.
Da circa due anni lavora ad Heroes and Villains Entertainment, società in cui ha iniziato come assistente dei soci fondatori e in cui è da poco diventata Film & TV Coordinator, occupandosi di produzione di film e tv e di management di talenti americani ed Europei, con focus su formats e sceneggiatori e registi Italiani. Tra i clienti vi sono, tra gli altri, Ransom Riggs, autore di Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children, Mike Markowitz, sceneggiatore fun Horrible Bosses, Jordan Mechner, creatore di Prince of Persia, e gli Italiani Nicola Guaglianone e Menotti.
Nel tempo libero non perde occasione di buttarsi in nuove avventure, conoscere nuove lingue, culture, e tipi di musica, e adora mangiare gelato al pistacchio e preparare gnocchi alla Sorrentina.


L’Idea: Tu hai fatto la classica emigrazione nella quale si lascia tutto alle spalle e si rischia grosso onde arrivare ad un traguardo particolare. Potresti spiegare ai nostri lettori che cosa ti ha spinto a fare questo grosso passo? 
Isabella Mastrodicasa: Mi sono sempre sentita intrappolata nel pensiero della società che mi circondava e da cosa la mia famiglia reputava fosse giusto o sbagliato. Per questo pur avendo da sempre una vena artistica molto forte, ho cercato ti sopprimerla lanciandomi in una carriera nell’avvocatura e laureandomi in legge all’Università Bocconi di Milano. Tuttavia più passava il tempo, più mi sentivo soffocare da una vita apparentemente perfetta ma che non sentivo mia, e mi sono sentita in dovere di darmi una possibilità di essere felice. Ho lasciato tutto e ho fatto un salto nel buio inseguendo il sogno che avevo da tutta una vita, cioè lavorare con le storie, poter emozionare tramite esse milioni di persone in giro per il mondo, creare la magia che da piccola mi teneva incollata allo schermo e mi lanciava in avventure fantastiche nella mia immaginazione.

L’Idea: Come sei arrivata nel campo dello spettacolo? 
Isabella Mastrodicasa: Ci sono arrivata per vie secondarie, tramite l’incontro con persone che mi hanno dato la giusta ispirazione per poter credere nella folle idea che da tutta una vita avevo in testa. Molti anni fa in Bocconi incontrai un produttore che lavorava per una nota società Italiana il quale aveva avuto un simile percorso: laureato in legge per via dell’influenza famigliare, si era poi reso conto di dover seguire il proprio istinto e lasciò tutto per inseguire una carriera nello spettacolo a Londra diventando poi un affermato produttore cinematografico. Ho iniziato a pensare che se avessi avuto il suo stesso coraggio e la sua stessa ambizione, forse avrei potuto farcela anche io. Da lì sono iniziati I primi stage in Italia con la Fondazione Cinema per Roma e con la Roma-Lazio film commission, ed il mio primo lavoro nella distribuzione televisiva, esperienze cui devo molto. Tuttavia c’era molto nepotismo, e spesso mi venivano chiuse porte per via del mio background in legge piuttosto che nel campo dei media, altre volte non venivo presa sul serio perchè donna o perchè troppo giovane, o semplicemente perchè non conoscevo nessuno. Questo ha accresciuto la rabbia e la frustrazione, dandomi forza e grinta per fare il salto da Roma a Los Angeles.

L’Idea: Hai lavorato presso Verve, Talent and Literary Agency, e poi per The Kennedy Marshall Company. In che capacità? Hai contribuito a qualche produzione importante? 
Isabella Mastrodicasa: Quando ero con The Kennedy/Marshall Company ho lavorato alla produzione del pluripremiato FINDING OSCAR, un documentario molto toccante sulla Guerra civile in Guatemala per cui Steven Spielberg ha fatto da executive producer. Mentre ero a Verve invece, mi occupavo di rappresentazione di registi e sceneggiatori, quindi fornivamo talenti e progetti a studios e networks. Tra i nostri clienti c’erano talenti come Colin Trevorrow (Jurassic World, Star Wars), Meg LaFeuve (Inside Out), Michael Arndt (Toy Story, Star Wars, Little Miss Sunshine)

L’Idea: Ora sei arrivata ad occuparti di produzione di film e programmi televisivi. Puoi approfondire in merito?
Isabella Mastrodicasa: Il mio lavoro attuale è un ibrido dei due precedenti. Mi occupo infatti di rappresentare e guidare le carriere di sceneggiatori e registi focalizzandomi sui talenti Italiani e Europei che hanno una carriera affermata lì ma vorrebbero espanderla oltre oceano. Dall’altra parte sono sempre in cerca di progetti da produrre, di libri i cui diritti siano disponibili da poter portare ai buyers americani. È un po’ come giocare a Tetris e fare in modo che tutti itasselli di varie misure combacino perfettamente per poter chiudere deals e creare nuove opportunità. Come parte del mio lavoro sono anche in giuria per una serie di festival in giro per il mondo come il Big Apple Film Festival, il Venice Short Film Festival, l’Hollywood Screenings Film Festival, il Miami Independent Film Festival, il NFFTY / National Film Festival for Talented Youth, e per delle competizioni in screenwriting alla UCLA e ad Harvard.

L’Idea: Dove ti immagini di essere tra dieci anni?
Isabella Mastrodicasa: A capo di una società che rappresenti i miei stessi valori, dando voce a talenti inespressi e raccontando storie che il mondo ha bisogno di conoscere, possibilmente con un Academy Award sul mio desk (Isabella sorride).

L’Idea: Secondo te, l’America è ancora il posto nel quale i sogni si realizzano, come nel tuo caso? Che cosa manca in Italia che invece hai trovato qui negli USA?
Isabella Mastrodicasa: Penso che lo sia, anche se c’è un elevato livello di saturazione per cui c’è molta più competizione e serve molto più tempo e fatica per affermarsi. Quello che ancora vedo fortemente qui è che viene molto rispettato il ‘drive’ e la passione dei giovani, e che se lavori duramente e hai un po’ di fortuna, con tempo e intelligenza le cose iniziano ad accadere e puoi davvero porti obiettivi molto alti senza risultare folle. Per quanto riguarda l’Italia, prima di tutto penso che in linea di massima ci siano presunzione e snobbismo ai piani alti e molta poca voglia di fare da mentore e tendere una mano a chi sta più in basso, in più c’è quasi il timore di agevolare chi è più giovane o magari più meritevole. Anche il sistema delle raccomandazioni in America esiste ad esempio, ma tutto avviene alla luce del sole e coerentemente con la meritocrazia. Se si fa application per un lavoro, è normale che il tuo precedente capo o una persona con cui hai lavorato e che conosce la tua ‘work ethic’ ti ‘raccomandi’. Ma sta a te poi ottenere il posto, farti valere, lavorare duro, e non ci sta alcun favoritismo. In Italia invece le raccomandazioni vengono date di nascosto per piazzare il figlio di qualcuno senza nemmeno guardare il curriculum, generando pigrizia e inefficienza e demotivando chi ha più fame e più talento, quantomeno nella maggioranza dei casi.

L’Idea: Hai qualche suggerimento per i giovani lettori che sognano di sfondare nel campo dello spettacolo?
Isabella Mastrodicasa: Di avere l’umiltà di ricominciare dal basso, di assorbire ogni consiglio e ogni informazione con molta curiosità e con molto rispetto del tempo altrui. Di avere un piano, e poi di lanciarsi e di crederci fino in fondo. Di avere molta adattabilità, forza interiore, e capacità di discernere amici da colleghi, situazioni realistiche da perdite di tempo, sfera private da dalla sfera pubblica. Di armarsi di infinita pazienza, coraggio, e passione e andare avanti come un treno rialzandosi ad ogni caduta e rafforzandosi da ogni sconfitta. Anni fa avevo queste righe stampate accanto alla mia scrivania che mi accompagnavano quando mi sentivo come in un labirinto e non riuscivo a trovare la mia strada. Vorrei che motivassero e ispirassero altri Italiani che stanno leggendo questo articolo:
 “Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life. Don’t be trapped by dogma — which is living with the results of other people’s thinking. Don’t let the noise of others’ opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.” (Steve Jobs)

L’Idea: Se tu potessi incontrare un qualsiasi personaggio del passato o del presente, chi sarebbe? Che cosa gli o le diresti?
Isabella Mastrodicasa: Mi piacerebbe prendere un caffè con Fellini allo Chateau Marmont, storico hotel di Los Angeles, e ascoltarlo raccontarmi le storie più folli della sua carriera.

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La Rinascita Internazionale Della “Diva” Italiana. Intervista Esclusiva A Giulia Lupetti. [L’IDEA Magazine]

Articolo di Tiziano Thomas Dossena, come apparso su L’Idea Magazine

La rinascita internazionale della “diva” italiana. Intervista esclusiva a Giulia Lupetti

La stupenda attrice e modella Giulia Lupetti si sta dimostrando una valida erede della posizione di diva italiana riconosciuta a livello internazionale e lo fa con uno stile prettamente personale, aggiungendo anche attivita` che un tempo le nostre dive non si sognavano neanche di poter fare. Produttore cinematografico, script supervisor, ambassador di prodotti di bellezza ed anche scrittrice per la rivista Beauty Addicted, Giulia prova al mondo che sta raggiungendo questi traguardi  grazie al suo infaticabile impegno ed alla sua serieta` professionale. In un attimo di pausa dai suoi molti impegni, Giulia ci ha gentilmente concesso un’intervista. 

L’Idea:   Hai iniziato a modellare a 15 anni, e in poco tempo sei arrivata ai grandi nomi  Gai Mattiolo, Roberto Cavalli e John GallianoNel 2011 hai partecipato a Miss Universo Italia. Quanto ha influenzato la tua carriera di modella questa tua partecipazione e vice versa? Continui a modellare? (Parla pure della tua attività di ambassador per varie ditte, oltre a modellare)
Giulia Lupetti:  Innanzitutto volevo ringraziare tutta la redazione dell’ “IDEA” per questa intervista. Parlando della mia carriera come modella, devo ammettere che partecipare e classificarmi in concorsi come “Miss Mondo” e “Miss Universe Italia”, sono state delle esperienze uniche sia a livello personale ma anche lavorativo, mi hanno dato una maggiore visibilità e mi hanno messa direttamente in contatto con molti brand con i quali ho lavorato.
Si, continuo ad essere una modella e amo farlo, diciamo che con l’arrivo dei social media e l’importanza che hanno assunto nel corso degli anni, il mio lavoro come modella è un po’ cambiato ho rallentato le passerelle e mi sono dedicata più a essere una fotomodella contemporaneamente al mio crescere come attrice. Allo stesso tempo mi sono tuffata nel mondo dei social e gestisco  collaborazioni con vari brand tra cui uno a cui tengo molto per il rapporto e la frequenza che si è creata ultimamente, un brand di creme di nome “LUVANTI”, molto prestigioso qui in America. Fin da piccola infatti ho sempre avuto una passione per la cura della pelle e avere la possibilità di unire lavoro e passioni è veramente un’esperienza eccezionale. Ho inoltre aperto recentemente un canale YOUTUBE nel quale faccio video riguardanti la cura della pelle e do consigli su come migliorarne l’aspetto e renderla più sana. Sto inoltre lavorando all’apertura del mio Blog che sarà presto online.

L’Idea: Tu sei apparsa, nel corso degli anni, anche se a volte in piccole parti, in molti film. Quale film consideri il tuo debutto ufficiale? Qual è quello che ti ha dato più soddisfazione?
Giulia Lupetti:   Direi che sono molto legata a tutti i film che ho fatto anche se a volte con piccoli ruoli, considero “ZOOLANDER 2” il mio debutto ufficiale nonostante avessi già lavorato nel passato, credo però che l’esperienza al fianco di Ben STILLER e Owen Wilson, mi abbia reso veramente orgogliosa ma soprattutto ha reso uno dei miei sogni realtà, da sempre infatti ero una loro fan. Uno dei film invece con un ruolo che mi ha dato molta soddisfazione è stato senza dubbio il ruolo di Claudia nel film “MISSION POSSIBLE”, nel quale ho recitato al fianco di John Savage e James Duval.

L’Idea: Il tuo ultimo film “Clique” ti trova come script supervisor. Come mai questa tua scelta? Ti è piaciuta l’esperienza?
Giulia Lupetti:  Questa scelta nasce dal fatto che sono sempre stata affascinata dal dietro le quinte dei film e adoro lavorare nella produzione e creazione di un film perché mi fa sentire completa e totalmente connessa con quello che sto interpretando. Lavorare come script supervisor mi ha portato una maggiore coscienza anche come attrice; sono estremamente grata per questa possibilità che ho avuto.

L’Idea:  Oltre a recitare, hai anche prodotto un documentario  Vertical Breath. Come è stata l’esperienza di produttore? Pensi che lo farai ancora?
Giulia Lupetti: Decisamente sì, lo rifarei ancora e ho altri progetti su cui sto lavorando a tal proposito, produrre un documentario non è una cosa facile ed era la prima volta che ne ero così coinvolta in prima linea. Vertical Breath  nasce da un’idea di mia cugina Tiziana Corradini e mi sono subito appassionata al tema principale del documentario che tratta di quelle che io chiamo le gesta eroiche di Alessia Zecchini, campionessa mondiale di apnea. Questo documentario ha un valore immenso per me, sia per la solida amicizia che mi ha portato con Alessia e anche perché per la prima volta ho potuto lavorare fianco a fianco con mia cugina, inoltre il periodo alle Bahamas rimane nel mio cuore come un momento magico.

Photographer Alex Aldegheri. Make up Mariacristina Fidanza

L’Idea:  Qual è l’attore con cui hai lavorato che ti ha colpito di più e perché? 
Giulia Lupetti: Difficile per me rispondere a questa domanda, perché tutti gli attori con cui ho lavorato hanno lasciato qualcosa di positivo, istruttivo e nuovo dentro di me,se fossi costretta però a fare un nome probabilmente direi John Savage, in quanto mostro sacro del cinema oltre che una bellissima persona. Il suo modo di interagire con la camera e di approcciarsi al personaggio mi hanno ispirata moltissimo.

L’Idea: La tua carriera di modella e la tua avvenenza ti portano forse forse ad essere stereotipata quando devi essere scelta per una parte in un film. Come pensi di evitare questa situazione e raggiungere l’opportunità di scegliere parti sempre più challenging? 
Giulia Lupetti: Sicuramente il fatto di aver fatto la modella per tanto tempo potrebbe creare qualche svantaggio sulla possibilità dei ruoli, ma allo stesso tempo credo fermamente che siamo noi i creatori del nostro destino e delle opportunità che ci si prospetta nella vita; sono sicura che con il mio bagaglio emotivo e la mia arte e modalità di esprimermi di trovare la maniera di attirare sempre più ruoli differenti.

L’Idea: Noto che ti sei spostata a Los Angeles. Come trovi l’ambiente californiano?  E la gente? A livello professionale, il trasloco dall’Italia ti sta aiutando molto? 
Giulia Lupetti: Il mio sogno fin da quando sono piccola era sempre stato quello di trasferirmi in America; mi trovo benissimo qui a Los Angeles, sono profondamente grata a questa città per tutte le occasioni che mi sta dando di crescita sia lavorativa che personale, mi sento finalmente libera di poter essere me stessa al 100%.

Photographer Nikoliska Boutieros

L’Idea: Quale sarebbe la parte che avresti voluto interpretare, idealmente parlando, in uno dei grandi film classici? E chi sarebbe stato l’attore o l’attrice a cui avresti voluto lavorare a fianco?
Giulia Lupetti:  Tra i grandi classici i ruoli che avrei voluto interpretare fin da piccola sono 3 “Rossella O’Hara” in VIA COL VENTO, “Sissi” nella PRINCIPESSA SISSI, “Holly” in “Colazione di Tiffany”; se fossero ancora in vita avrei voluto lavorare al fianco “JAMES DEAN” e “MARLON BRANDO”, per quanto riguarda attrici donne “Grace Kelly” o “ANNA MAGNANI”.

L’Idea: Qual è il tuo prossimo progetto cinematografico?
Giulia Lupetti: Sto valutando ancora alcune proposte di diversi ruoli di cui non posso parlare al momento, ma allo stesso tempo mi sto dedicando un po’ alla produzione di un progetto tutto mio, dunque sono in una fase di -*BUFFERING* se così si può dire, molto presto potrò parlare in maniera più specifica.

L’Idea: Tu scrivi per la rivista Beauty Addicted. Su che argomenti scrivi? Ti soddisfa molto questa attività? In futuro, pensi che scriverai anche su altri temi?
Giulia Lupetti: “Beauty Addicted” è un giornale a cui tengo molto, primo perché viene dall’idea e dal duro lavoro della mia amica e collaboratrice Francesca Torricelli, secondo perché è uno spazio in cui ho la libertà di esprimermi; mando consigli di bellezza e considerazioni personali. Parlo molto di skincare in quanto è uno dei miei argomenti preferiti da sempre; adoro essere informata su come trattarla e quali prodotti utilizzare. Nella prossima uscita parlerò di pelle sensibile e di come trattarla.

L’Idea: Hai un messaggio per i nostri lettori?
Giulia Lupetti: Volevo ringraziare tutte le persone che mi seguono sui miei social media, che mi scrivono, volevo farlo perché senza di loro il mio lavoro e la mia arte non avrebbero senso di esistere. Spero e prometto di condividere sempre di più di me, delle mie emozioni, delle mie esperienze e mi auguro che nel farlo questo possa aiutare qualcuno. Spero nel mio piccolo di poter ispirare qualcuno a inseguire i propri sogni pur folli che possano sembrare, ma credo che sognare sia l’essenza della vita e vivere per i propri sogni sia la più grande realizzazione che si possa raggiungere per sé e per gli altri. D’altronde qualcuno un bel po’ più saggio di me diceva : ”SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DI CUI SONO FATTI I SOGNI”, (Shakespeare).

‘Lucinda’ Vince Il Los Angeles Film Awards Come Best Narrative Short; Intervista Esclusiva Con Il Regista Alberto Bambini [L’IDEA MAGAZINE]

4 Agusto 2018

‘Lucinda’ vince il Los Angeles Film Awards come Best Narrative Short; intervista esclusiva con il regista Alberto Bambini

Intervista di Tiziano Thomas Dossena

Il cortometraggio horror “Lucinda” ha vinto il prestigioso Los Angeles Film Awards come ‘Best Narrative Short’ e continua ad ottenere il plauso e l’approvazione dei critici e del pubblico anche negli USA. Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il regista Alberto Bambinii, che è anche autore della sceneggiatura.

L’IDEA: Lucinda è una storia di sua creazione. Da dove ha attinto l’ispirazione per la trama?
Alberto Bambini: Essendo molto credente, l’ispirazione nasce da una paura che ho sempre avuto, ovvero cosa si proverebbe se tutto quello in cui crediamo e ci fidiamo, improvvisamente ci si ritorcesse contro? È una domanda che mi sono posto molte volte, e Lucinda è stata l’occasione per sviscerare questa mia paura..

L’IDEA: Lei si sente completamente originale nella sua sceneggiatura oppure sente di essere stato influenzato da altri scrittori? Chi?
Alberto Bambini: Ho la presunzione di rispondere che per quanto riguarda l’idea non ricordo di aver mai visto niente che parlasse di esorcismo capovolgendo il punto di vista classico.

L’IDEA: Quali sono state le difficoltà tecniche nel produrre il film?
Alberto Bambini: La difficoltà maggiore è stata per me rapportarmi con una vera e propria troupe cinematografica che “parlava” ovviamente un linguaggio molto diverso dal mio essendo io alla prima esperienza di regia. Difficoltà che grazie alla loro professionalità e bravura abbiamo però superato in poco tempo!

L’IDEA: Ha avuto altre esperienze come regista? (Bambini, oltre ad essere un rispettabile compositore, arrangiatore e sceneggiatore, ha anche un regolare lavoro presso una cartiera di Lucca, una ragione di piu` per rispettare il suo successo, che non solo e` certamente meritato, ma anche guadagnato faticosamente ad ogni passo) 
Alberto Bambini: 
Ho avuto esperienze come sceneggiatore principalmente per videoclip musicali. Lucinda è il mio primo cortometraggio come regista.

L’IDEA: Lucinda sta avendo un rispettabile successo, avendo anche vinto il LOS ANGELES FILM AWARD. Se l’aspettava? Pensa di contiunuare in questa direzione, facendo altri film horror o ha altri progetti in ballo?
Alberto Bambini: Continuerò sicuramente a produrre Horror con la mia neonata casa di produzione Deep LaKe Movies con cui sto già lavorando alla realizzazione di un nuovo corto per adesso Top secret!

L’IDEA: Qual è il regista horror che lei ammira di più e perchè? 
Alberto Bambini: Non ho un regista preferito in assoluto, tutti possiamo fare buone cose ma anche scivoloni artistici. Diciamo che fra i registi che hanno fatto la storia dell’Horror amo molto Wes Craven, John Carpenter, Sam Raimi. Fra le nuove generazioni seguo molto i lavori di James Wan, Muschietti e David F. Sandberg.

L’IDEA: Lei ha un’estesa esperienza discografica, con moltissimi titoli a suo nome (la completa discografia di 40 titoli si puo` trovare seguendo questo link). Come e quando  ci è arrivato alla musica? Continuerà anche in questa sua attività?
Alberto Bambini: Amo la musica sin da quando ero bambino, la accompagnavo spesso con le immagini dentro la mia testa..Un mondo non esclude l’altro. Si tratta sempre di regalare emozioni, quindi per me musica e cinema fanno parte della stessa galassia.