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Grande Successo Della Mostra FAIRY TALES FROM VERCELLI Di Lella Beretta.

di Tiziano Thomas Dossena

Il 17 dicembre prossimo chiude la mostra Fairy Tales from Vercellli, dell’artista/fotografa Lella Beretta, che dal 10 novembre scorso ha attirato l’attenzione del pubblico vercellese e della stampa in modo eccezionale. Questa mostra è per l’artista un “sogno realizzato”, essendo Vercelli la sua amata città “nella quale è nata, vissuta e ha lavorato per quasi quarant’anni”.

Lella e` un EFIAP Gold Eccellenza della Federazione Internazionale dell’Arte Fotografica, prima donna in Italia ad aver ottenuto questo livello. FairyTales è un vero e proprio mondo alternativo , un inno alla Bellezza, alla Leggerezza e al Colore. La Natura con le sue magiche stagioni, l’Arte architettonica del passato con le sue atmosfere rarefatte creano il fondale perfetto per le FairyTales di Lella Beretta. Le Fairies sono Donne sospese tra la Realtà e la Fantasia, Fate contemporanee, leggiadre vestite di soffici e vaporosi tulle colorati.. Sono figure armoniose e positive.. La “speranza” di un futuro migliore…

In una nostra precedente intervista, l’artista ha dichiarato:

“I soggetti che preferisco fotografare sono quelli che mi provocano una grande carica emotiva, la “Figura Umana”, però, è  al centro della mia  “Fotografia”. Adoro fotografare bambini, donne, vecchi, mai rubati in maniera reportistica,, ma raccontati accuratamente e intimamente attraverso il loro  volto, i loro occhi e soprattutto l’ambiente spesso bucolico e contadino in cui vivono. Oppure amo riprodurre la mia immaginazione fantasiosa.. In tal caso le Donne, bellissime e un po’ rinascimentali sono protagoniste di un “mondo” che sembra non esistere più, armonioso, magnifico, ma che invece esiste e ci circonda, e noi lo guardiamo  senza però “vederlo”. La Fairy Tales Collection è proprio questa mia ricerca artistica di una “Bellezza senza Tempo”.

 

Le immagini della mostra spiegano da sè lo scopo del messaggio artistico, ma i due video filmati da VercelliWebTV danno oltremodo una completa presentazione di quello che la mostra offre e di quello che l’artista voleva presentare al pubblico.

Cliccate l’immagine per accedere al primo video:

 L’artista/fotografa Lella Beretta ci ha rivelato:

…E questo è l ‘EPILOGO più bello che potesse capitare alla Mostra FairyTales from Vercelli.
Dei trenta quadri considerati vere “Opere d Arte”, venti saranno venduti in un Asta Benefica dai Lions per un bellissimo progetto,
L’acquisto di un cane guida che possa accompagnare Veronica nelle sue camminate non avendo avuto la fortuna di poter vedere coi suoi occhi tutto ciò che intorno a noi ci stupisce quotidianamente per la gran “Bellezza”…
Sono felice che tutte le “Meraviglie”che io ho raccontato in queste immagini attraverso i miei occhi..possano aiutare chi questa fortuna non l’ha avuta…!
Le altre dieci resteranno in Comune ad abbellire ed emanare un po’ di Magia all interno delle sue varie sale ..
A domenica, quindi, per rendere ques’Asta benefica un vero “miracolo” di Generosità…

 

VercelliWebTV ha rilasciato un secondo video sulla mostra, con un’altra interessante intervista a Lella Beretta: “Una vera “eccellenza” Vercellese, ai vertici della fotografia mondiale, finalmente in una mostra personale a Vercelli. Nel video la prima parte è dedicata alla mostra, mentre la seconda è un percorso accompagnato dalla Maestra alla sua opera, alla sua arte, alla sua tecnica e alla sua filosofia”.
Imperdibili, sia la mostra che questo video:

Seguono altre immagini dalla mostra…

 

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Intervista Esclusiva All’Artista Bruno Pegoretti

Chevy 1100

di Tiziano Thomas Dossena

Tiziano Thomas Dossena e Bruno Pegoretti

Bruno Pegoretti stava sulla soglia della propria galleria nel centro di San José del Cabo, nello stato di Baja California Sur, in Messico. Aveva appena intavolato una conversazione con l’amico artista Piero Milani, che esponeva nella galleria a fianco, quando lo interruppi parlando in italiano, fatto che lo sorprese alquanto. Da quel momento mi trovai ammaliato dalle sue spiegazioni sull’arte in generale e sulle sue opere in particolare. Sarei potuto stare tutta la sera ad ascoltarlo. Ammirai i suoi quadri che sprizzavano di spontaneità e di colore, ma anche di qualcos’altro, quasi intangibile ma certamente captabile immediatamente anche dall’occhio non esperto: le sue opere ti passavano una certa sensazione di entusiasmo, di voglia di vivere, di positività che normalmente provi quando ti trovi davanti ad un tramonto di quelli giusti oppure ad un giorno nel quale l’azzurro del cielo è così intenso da poterti assorbire l’anima… Insomma, i suoi quadri avevano il potere di influenzare l’umore dell’osservatore, e questo è certamente una prova della validità e sensibilità artistica di Pegoretti. Dopo aver chiacchierato a lungo, l’artista mi ha concesso di intervistarlo ufficialmente per la nostra rivista…

Chevy Cameo

L’IDEA: Nell’esaminare i tuoi dipinti è evidente che ci sono due pittori, quello verista o figurativo e quello concettuale. A proposito di queste tue due versioni espressive, avrei delle domande.
Nei tuoi quadri veristi di ultima produzione, che certamente lo sono pur ritenendo una tua individualità espressiva sempre riconoscibile, ho notato che in un certo qual modo la tua presenza a Cabo San Lucas ha influenzato il prodotto finale, nel senso che i quadri non solo si adattano all’ambiente messicano, ma sembrano essere il prodotto di un artista che ha sempre vissuto in quella terra calda ed assolata.  Secondo te, quanto ha influenzato la tua produzione artistica vivere in Messico, in questa stupenda cornice ambientale?
Bruno Pegoretti: Sono sempre stato amante del colore, e del colore puro, al punto che non uso la tavolozza: la tavolozza è il quadro dove stendo e accosto colori puri. Il Messico è colore ed io ogni giorno ne sono pervaso. Questa magnifica confusione cromatica può non avermi influenzato?

L’IDEA: È evidente, sia al primo contatto visivo sia dopo aver letto la tua biografia d altri articoli su di te che le tue opere di personaggi diomorfici sono parziamente condizionate dalla tua ammirazione per l’artista rinascimentale Giuseppe Arcimboldo. Che cosa rappresentano per te questi dipinti? Sono solo delle ‘eccezioni’ nella tua produzione artistica oppure solo state delle necessità espressive?  Che cosa volevi raccontare con “Alfred” , “Francis” e “Nora”, per esempio?
Bruno Pegoretti: Lo ammetto, mi sono fatto piacevolmente ispirare dalle teste composte di Giuseppe Arcimboldo, che ho avuto il privilegio di ammirare a Vienna, Praga e in altri musei mitteleuropei. Se posso azzardare una differenza tra le sue cose e le mie, essa sta nel fatto che Arcimboldo, per esempio nell’allegoria della Primavera, univa tutta una serie di elementi  primaverili (foglie, fiori in boccio, petali…) per creare una sorta di iperprimavera.
Nelle mie figure, riconoscendo e ringraziando il vecchio Giuseppe, cerco di unire elementi meccanici e organici per arrivare alla definizione di un uomo, un uomo nuovo, di là da venire, oltre le guerre e le paci, una sorta di creatura bionica, futura ma non troppo. Chiunque di noi s’è operato di cataratta, ad esempio, vede il mondo
attraverso due palline di silicone, e così per un’artroprotesi, per una valvola cardiaca, per la realtà aumentata o per una semplice carie otturata. Siamo dei cyborg.

Francis

Io li spingo un po’ e saltano fuori quelle cose strane che hai visto, ma siamo già noi, solo più estremizzati. Saremo, comunque, almeno nella mia testa, delle brave persone, anzi, delle persone migliori.

Cactus on blue background

L’IDEA: Abbiamo notato che esponi in tutto il mondo e che sei molto conosciuto sia qui in Messico sia negli USA.Che cosa ci si può aspettare dall’artista Bruno Pegoretti nei prossimi anni? Hai progetti importanti e/o artisticamente innovativi in cantiere?
Bruno Pegoretti: Non aspettatavi nulla, se non il procedere quotidiano di una pratica che, grazie agli dei, non impigrisce mai, anzi scopre nuove, magari minime cose, ogni giorno. La scoperta è uno dei tanti privilegi che la pittura ti concede.

Tecate

Pelican

L’IDEA: Tua moglie Jill, californiana, ti ha aiutato a fare il salto dalle tue attività precedentia quelle di artista a tempo pieno; una musa, quindi, per la tua arte. È un’artista anche lei? Ti aiuta anche nell’amministrazione della galleria?
Bruno Pegoretti: Si dice che dietro un grande uomo si nasconda una grande donna. Io sono un piccolo uomo, ma Jill è grande. Se ho un dubbio sul come fare qualcosa: “Che colore vedresti come sfondo? Secondo te qual è il prossimo quadro che devo fare? Qua ci metteresti più azzurro?”, Jill ha sempre la risposta e, credimi, è quella giusta.

Prawns

L’IDEA: Tu passi una buona parte della tua vita all’estero (negli USA ed in Messico). Che cosa ti manca di più dell’Italia quando ne sei lontano? Stai anche tu soffrendo la “sindrome dell’emigrato” per cui quando sei fuori dalla tua nazione la Madre Patria ti appare ancora più bella (e bella lo è, indiscutibilmente) ed ospitale?
Bruno Pegoretti: Amo l’Italia e talvolta ne ho nostalgia, ma questo sole che brilla e non si stanca mai, mi cattura: come non potrebbe? E l’Oceano, le palme, i cactus, tutto mi conduce verso una diversità intrigante, tanto diversa dalla nostra quanto affascinante nella sua scoperta.

 

Informazioni sull’artista si possono trovare sul sito brunopegoretti.com

Ford F-100

Three red snappers

Ambassador

Big pig

Anchovies