Monthly Archives: July 2013

IL LIBRO DELLA VITA.

“IL LIBRO DELLA VITA” di Lucia Tumino.

 

Pubblicato su L’Idea N.15, VOL. II, 2002, NY

Lucia Tumino, della quale recensii il volume “Il Pensiero del Giorno” nel numero precedente, si presenta con un altro ottimo libro, pubblicato da Gabrieli Editore di Roma, Il Libro della Vita. La grafica è più curata, anche se non condivido le scelte delle illustrazioni che, pur belle, non hanno alcun’attinenza ai versi contenuti in questa raccolta. La pseudo-motivazione dell’editore mi pare solo una scusa per inserire illustrazioni di vari artisti a lui cari: “i disegni contenuti …non sono rivolti ad illustrare i versi dei poeti (che ci fossero altri poeti in questo libro non m’ero accorto), oggi esigenza non più avvertita…”.

In compenso, i versi di Lucia sono vigorosi e trascinanti. La poesia della Tumino è carica di una preponderante amarezza, che è proprio la sorgente dell’intensità dei suoi versi. La vera poesia del resto, non quella ricercata degli accademici, bensì quella spontanea proveniente da un cuore provato, è l’espressione dell’anima e principalmente dei tormenti che essa soffre.

Lucia Tumino riesce a trasporre i propri sentimenti con efficacia, presentandoci contemporaneamente con valide immagini della propria gioventù e della Sicilia di un tempo che fu.

Degni d’attenzione sono i versi di “La Casa dei Ricordi”, che ripercorrono in un fiato l’essenza della vita di Lucia: la gioventù sacrificata, la disillusione causata da un destino crudele ed alfine la tenue speranza che tiene in vita il desiderio di trovare appagamento ai propri bisogni affettivi.

Le tue vecchie mura, sono

impresse nel mio cuore!

Le porte sgangherate

mi davano sostegno.

Le macchie del tuo umido

mi davano calore…!

La luce troppo fioca

m’illuminava il volto,

che, giovane e raggiante,

aspettava l’amore…!

Il mio sguardo ansioso,

s’immergeva ovunque…

fuori dall’abitacolo

degli appannati vetri.

Dietro rete metallica…

allungavo la pupilla!

Dagli spioncini chiusi,

severamente proibiti,

da rigorosi genitori che

proteggevano il mio volto,

guardavo l’orizzonte…,

in pace, anche il tramonto!

Diceva Mamma mia, ch’era

di gran casato…:

“Il volto che non è visto

vale molto di più…”!

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CENTO ANNI DI EMIGRAZIONE.

CENTO ANNI DI EMIGRAZIONE.
Pubblicato su L’IDEA N.66, Estate 1997, NY

Immaginate!…Nel fare le pulizie nel solaio della vostra casetta avete trovato un vecchio baule. Incuriosito, lo avete aperto. Dentro ad esso un tesoro impagabile: le foto dei vostri avi! Ore ed ore verranno spese nell’ammirare, confrontare, decifrare le sembianze dei vostri non lontani antenati. Ecco lo zio Vito… la nonna… il cugino Mario che emigrò nel Venezuela… quanti ricordi, quanti squarci nelle reminescenze della vostra infanzia, nei racconti che sapevano tenervi più caldo della brace del camino. Quante storie intrecciate di sacrifici amori avventure guerre e soprattutto viaggi; viaggi verso l’ignoto, molto spesso. Del resto, questo è il destino dell’emigrante e lo insegue e persegue, generazione dopo generazione, strappando alla terra d’origine le migliori braccia ed alla famiglia i figli più sani… A viaggiare in questo mare di ricordi si può anche rischiare di essere pervasi da una certa malinconia, ma la sensazione di fare parte di una tradizione, di appartenere ad una famiglia, di avere delle radici, anche se non necessariamente piantate sempre nello stesso giardino, dà una certa euforia, eleva quasi ad uno stato di ebbrezza. Ebbene, questa esilarante sensazione può essere riprodotta parzialmente nello sfogliare il Catalogo della Mostra Fotografica e Documentaria. Cento anni di Emigrazione da un’Area del Sud-Est Barese: Mola-Conversano-Rutigliano (1890-1990). Questo libro rappresenta solo una selezione, pubblicata in una piacevole cornice grafica dalle Edizioni Dal Sud, del materiale esposto alla mostra. Cionostante, il catalogo contiene alcune centinaia di fotografie d’epoca che riportano alla mente le peripezie ed i sacrifici dei nostri emigranti, documentando matrimoni battesimi riunioni e, naturalmente, situazioni di lavoro con una impostazione che molto ricorda il classico album di famiglia . La sezione fotografica è certamente la parte più corposa della Mostra (e di conseguenza di questo Catalogo), quella che ha più immediato effetto…appare, così, essere una grande epopea di uomini, donne, fanciulli…un immenso affresco di umanità che sembra essere ancora palpitante e pulsante di vita…tutto ciò, nonostante una certa staticità intrinseca ad ogni singolo documento fotografico… Chi di noi non è un emigrante, e mi riferisco ai nostri lettori residenti in Italia, o lo è stato oppure ha avuto qualche parente che un giorno emigrò per lontani lidi, perciò sono sicuro che tutti i lettori che avranno l’opportunità di ottenere una copia di questo libro lo apprezzeranno. Il lavoro certosino che gli organizzatori di questa mostra hanno espletato, ha dato frutto ad un prodotto tanto significativo per le sue connotazioni sociali, quanto importante per la rigorosità della impostazione e la validità della ricerca. Oltre alla sezione fotografica, vi sono anche una sezione Archivistico-Documentaria ed una Sezione delle Fonti a Stampa, nella quale appaiono una copia della testata della nostra rivista e di un invito ad un Dinner Dance organizzato dal Circolo Culturale di Mola. Nel Catalogo si può trovare inoltre un ottimo saggio dedicato alla linea storica dell’emigrazione, nella quale si ricostruisce l’esodo degli emigranti di queste tre cittadine, presentando giustificazioni economiche e politiche di tale avvenimento in maniera breve ma chiara. Nel complimentarci con i vari collaboratori per il loro apporto a tale mastodontica opera di catalogazione e scernita, cogliamo l’occasione per ringraziarli da parte dei cittadini di queste tre località pugliesi per avere offerto loro una opportunità non solo di tuffarsi nel passato, ma anche di comprendere più a fondo le tribolazioni dei propri conterranei.