Monthly Archives: September 2012

Mola di Tutti i Giorni.

Mola di Tutti i Giorni

 

Mola di tutti i giorni è un opuscolo fotografico pubblicato dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Mola di Bari nell’ambito delle iniziative intraprese per commemorare l’Anno internazionale dell’anziano. L’opera consiste in trenta fotografie scelte, della omonima mostra fotografica, organizzate in tre sezioni:Mola di terra, Mola delle strade e Mola di Mare. L’intenzione dell’autore, il dott. Luigi Caccuri, è evidente sia dal sottotitolo che dalla breve introduzione-poesia: raccontare Mola attraverso delle immagini fotografiche. Il risultato è un simpatico, valido strumento creativo che riesce a trasporre appieno le sensazioni provate dall’autore nell’osservare questa Mola che sta scomparendo. Se però l’effetto voluto era di dare veramente una continuità narrativa attraverso le immagini ed il commento a loro abbinato, il filo pare a tratti spezzarsi, sia per una lieve frammentarietà lessicale che per una carenza di uniformità nella qualità delle fotografie. Nella sezione Mola di terra, difatti, ci sono ben quattro immagini prodotte forse in una situazione anomala, fors’anche ricercata, ma che hanno la caratteristica di perdere nella stampa l’incisività e la nitidezza, disturbando l’efficacia del messaggio, quasi rendendolo effimero. Può darsi che queste carenze siano dovute ad una stampa non troppo curata, ma ci rammarichiamo che un prodotto altrimenti ottimo perda il passo a causa di poche fotografie mal riuscite, mentre il resto dell’opuscolo si distingue per la nitidezza delle immagini, nonché per la validità dei tagli. Nonostante questo piccolo difetto, lo scopo dell’autore viene raggiunto nell’insieme, ricostruendo una Mola che ha ancora in essa reminescenze di un non lontano passato contadino che lentamente ed inesorabilmente sfugge ai nostri occhi ed alla nostra memoria..

Advertisements

Mola Nostra.

Mola Nostra


Mola Nostra di Mario Ventura completa un interessante studio delle tradizioni popolari, iniziato nel precedente volume Come Eravamo a Mola. Ciò che viene esposto in questo libro, però, non è una serie di informazioni estratte da studi accademici precedenti, con commentario aggiornato, oppure una disquisizione eloquente sulle radici folcloristiche della zone circostante Mola. Troviamo invece una chiara e mirata serie di fatti che permettono al lettore di visualizzare la Mola di 50-100 anni fa, anche nel suo aspetto fisico, attraverso una breve relazione sulla toponomastica locale ed una storia delle vie principali di Mola. Il flusso delle attività giornaliere viene esaminato e riportato accuratamente nei capitoli I Mestieri, Ritagli e Giorni di Festa, mentre Mola Fascista informa obiettivamente, senza tono di condanna o di apologia, sul sistema adottato in un periodo tristemente famoso. Ciò che volutamente manca in questo piacevole volume è la forzata e trita nostalgia, la ricerca del passato con la scusa del rimpianto. Ventura è riuscito a pubblicare un libro che informa senza tentare di dare lezioni o di puntare il dito accusatorio. Nell’ambito dei libri che riportano ad un passato non troppo lontano cronologicamente, ma che porta ben poco in comune con il ritmo serrato e stressante della vita odierna, Mola Nostra si separa dal resto per la limpidezza del suo linguaggio e la semplicità del suo stile, dimostrandosi innegabilmente mirato alla massa, e specialmente ai giovani, come possiamo riscontrare anche nella dedica (Cari ragazzi, anche questo libro l’ho scritto per voi* senza alcuna pretesa letteraria e storica*). Un libro di facile lettura, senza pretese, ma allo stesso tempo senza tangibili lacune strutturali o di stile, che risulta anche essere un valido riferimento per lo studio delle tradizioni popolari molesi, e certamente ideale per chi è interessato a riscoprire alcuni aspetti del nostro recente passato*

IN MEMORY… SEPTEMBER 11, 2001

Pubblicato su L’Idea N.15, VOL. II, 2002,  NY

Nei giorni successivi al vile attacco che distrusse i nostri benamati “gemelli”, il mondo newyorchese mostrò altruismo, pietà, disponibilità, comprensione, tolleranza, generosità. Tutti sentimenti che si credeva la grande metropoli avesse eliminato dalla memoria dei suoi cittadini, ormai adusi e apparentemente indifferenti alle quotidiane situazioni dolorose che sono rese pubbliche dai mass media, noti trafficanti di cronache a sfondo negativo. New York ha dimostrato d’essere viva e indivisibile proprio quando gli effetti di questa satanica campagna anti-civiltà l’avrebbero potuta mettere in ginocchio, e tutto il mondo ha potuto ammirare la solidità del legame fra i suoi cittadini.

“In Memory… September 11, 2001”, libro d’immagini (ben 200) fotografate da Charles Mandracchia in quei fatidici giorni, riesce a captare la sensazione di smarrimento che aveva assalito gli abitanti della “Big Apple”.  Stupore, ma non disorientamento, turbamento, ma non panico, e tanta, tanta solidarietà. Le fotografie di Mandracchia, frutto di una spasmodica ricerca personale di quest’ottimo fotografo brooklynese, riflettono appieno l’atmosfera di quei giorni, offrendo un interessante mosaico d’immagini che non potranno che essere apprezzate da chi sente la necessità di ripercorrere il sentiero dei ricordi e rivivere quell’immensa tragedia. Uniche pecche sono la ridotta dimensione delle immagini (le fotografie sono tutte di 6cm. x 11cm.) e l’assenza di commenti all’interno del volume. Che le immagini parlino da sole è anche vero, ma forse una piccola spiegazione avrebbe potuto aiutare a decifrare meglio alcune d’esse che possono essere poco chiare all’osservatore.

Un lavoro singolare, ciononostante, pubblicato dalla Jeremy Books e messo in vendita al modico prezzo di $13.95. Informazioni su questo volume possono essere tratte anche dal sito Internet http://www.911inmemory.com.